FRANCESCO GUCCINI – QUELLO CHE NON…

La vedi nel cielo quell’ alta pressione,
la senti una strana stagione
Ma a notte la nebbia ti dice d’un fiato
che il dio dell’inverno è arrivato
Lo senti un aereo che porta lontano,
lo senti quel suono di un piano
Di un Mozart stonato che prova e riprova,
ma il senso del vero non trova
Lo senti il perché di cortili bagnati,
di auto a morire nei prati
La pallida linea di vecchie ferite,
di lettere ormai non spedite
Lo vedi il rumore di favole spente,
lo sai che non siamo più niente
Non siamo un aereo né un piano stonato,
stagione, cortile od un prato
Conosci l’odore di strade deserte
che portano a vecchie scoperte
E a nafta, telai, ciminiere corrose,
a periferie misteriose
E a rotaie implacabili per nessun dove,
a letti, a brandine, ad alcove
Lo sai che colore han le nuvole basse
e I sedili di un’ex terza classe
L’ angoscia che dà una pianura infinita,
hai voglia di me e della vita
Di un giorno qualunque, di una sponda brulla,
lo sai che non siamo più nulla
Non siamo una strada né malinconia,
un treno o una periferia
Non siamo scoperta né sponda sfiorita,
non siamo né un giorno né vita
Non siamo la polvere di un angolo tetro,
né un sasso tirato in un vetro,
Lo schiocco del sole in un campo di grano,
non siamo, non siamo, non siamo
Si fa a strisce il cielo e quell’ alta pressione
è un film di seconda visione
È l’urlo di sempre che dice pian piano
Non siamo, non siamo, non siamo

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