Ogni amante della musica che si rispetti ha una band che è cresciuta con lui o lei.
Mi riferisco a quel gruppo che è nato proprio quando tu avevi 14-15 anni, che il destino e il tuo gusto ti hanno dato come compagno di banco.
Perché c’è sempre una band che conosci dall’inizio, e quell’inizio corrisponde al tuo, proprio come foste in classe assieme.
Non è necessariamente la tua band preferita, però ti piace e in sua compagnia stai sempre bene, perché è come se foste cresciuti insieme.
A me è andata bene, e credetemi quando dico che non capita a tutti.
Bastava qualche anno di sfasamento in avanti o indietro e tutto sarebbe cambiato.
Avrei potuto essere baciato in fronte da Ian Curtis, e sarebbe stato grandioso, ma chissà come sarebbe finita.
Qualche anno dopo il mio compagno di banco sarebbe potuto essere Dave Gahan, ma avremmo sicuramente avuto un rapporto malato come quello che abbiamo da sempre.
Oppure avrei potuto avere una amicizia straordinaria con Axl, Izzy e Slash, per poi andarli a trovare in comunità due volte all’anno.
Fosse stato il 1996, avrei forse preso una cotta per Alanis Morissette, ma poi probabilmente qualcosa sarebbe andato storto e non ci saremmo più salutati.
Non è facile mantenere quelle amicizie lì.
Quegli amici lì cambiano, e spesso cambiano in peggio, e quando non cambiano a volte è perché se ne sono andati per sempre, purtroppo.
In altre occasioni sei tu che cambi, e il tuo cambiamento non segue il loro.
Ognuno ha la sua strada, e non è scontato dopo 25 anni essere ancora affiatati come un tempo.
Ecco perché non è facile.
Ecco perché sono fortunato.
Perché era il 1992, e il mio compagno di banco era Eddie Vedder.
Che è ancora qui, dove deve stare, a sorridere e bere una birra, a farmi sentire ancora, come sempre, a casa.
Sia che urli in una delle nostre serate rabbiose lasciandoci nello specchietto retrovisore tutta la merda, sia che si sieda lì, in un angolo, con la chitarra acustica.
Come in Just Breathe.
Che ti fa ricordare come questo quasi 52enne abbia una capacità compositiva diretta discendente di Young e Springsteen, abbinata ad voce in grado di spezzare catene e placare tempeste.
Just Breathe è un brano semplice.
Di quelli così, che mentre la ascolti pensi tipo “è la più bella canzone d’amore di sempre”, perché sarà la musica, sarà la voce, saranno le parole, ma senti proprio quello.
Poi capita che per un po’ la dimentichi, gli amici ti chiedono quale sia la più bella canzone d’amore di sempre e dici qualcosa che con Just Breathe non c’entra un cazzo.
Ma ogni volta che la ascolti di nuovo la sensazione torna.
E allora sì, probabilmente è la più bella canzone d’amore di sempre.
Perché vive solo mentre c’è.
E perché quella roba lì, che fa stare un po’ scemi e un po’ bene, è proprio così.
Realista, ben sapendo che tutto è destinato a finire, in un modo o nell’altro, ma allo stesso tempo consapevole della fortuna di avere al proprio fianco le persone che si amano.
Comprensiva, sapendo che gli errori sono inevitabili, e che in fondo gli esseri umani sono solo esseri umani, ognuno con le proprie particolarità, e anche empatica, verso un mondo comunque violento, che può far soffrire in qualsiasi momento.
Sciocca, perché le dichiarazioni d’amore lo sono sempre, e ci si sente sempre un po’ coglioni con tutta quella melassa addosso, ma mai tanto come a non averle mai fatte.
Sorprendente, perché la routine lo è solo se la percepiamo come tale, e il viso al nostro fianco non dovrebbe mai essere dato per scontato, né nell’aspetto né nell’animo, in una continua nuova rinascita difficile da trovare come un uomo che abbia davvero le palle, ma anche generosa, perché funziona solo così, quel giochino lì, se dai tutto, sempre, indipendentemente dal risultato finale.
Contraddittoria, perché anche dando per assodato (in una fortunosa iperbole) che l’amore possa durare per sempre, finirà comunque con la morte, ma cosa vuoi che ti dica, quando sento Eddie sussurrare che si incontreranno dall’altra parte tutto il cinismo finisce nei polmoni, e con un colpo di tosse vola via, nel vento.
Ma più di ogni cosa, il vero motivo del perché credo che Just Breathe sia la miglior canzone d’amore mai scritta è un altro.
Just Breathe è essenziale, come l’amore dovrebbe sempre essere.
Perché in quel “resta con me, respiriamo e basta” c’è tutto quello che serve, davvero.
E’ il 2016, e il mio collega di lavoro è Eddie Vedder.
Che non se ne andrà, come quegli amici con cui ti senti sempre a casa.

TESTO E TRADUZIONE